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IL MESSAGGIO DEL SINTOMO

La salute dipende dall’essere in armonia con la nostra anima. Se seguiamo i nostri veri istinti, desideri, pensieri, aneliti, non conosceremo altro che gioia e salute…

La malattia è, nella sua vera essenza, il risultato di un conflitto fra Spirito e Mente…

Al medico consapevole, è la malattia stessa che indica la natura del conflitto …

Non può essere sconfitta se non con uno sforzo spirituale e mentale.”

Questo scriveva nelle sue varie opere il dottor Bach, fondatore della Floriterapia.

E tu, ti sei mai chiesto il perché di una malattia? Perché ha colpito proprio quella persona o quell’Animale? Perché proprio quella zona del corpo? Perché proprio in quel momento?

E’ su queste domande che dovremmo focalizzare la nostra attenzione, senza limitarci a colpevolizzare quel microrganismo, lo stress, il fato o la sfortuna.

Non si presenta a caso, ma seguendo un filo logico.

Se ci soffermiamo a pensare alla sua insorgenza, ogni malattia viene sempre preceduta da una sensazione di non “sentirsi felici” o “in pace con se stessi”, anche se a noi sembra di esserlo. C’è “quel qualcosa che ci manca”, ma che non sappiamo neanche definire.

I sintomi possono comparire dopo un periodo di tempo più o meno lungo, da qualche attimo a diversi anni.

La Medicina Tradizionale Cinese, già oltre 2500 anni fa, associava ad ogni emozione un organo e sosteneva che lo squilibrio dell’uno si ripercuotesse sull’altro.

Ogni sintomo porta per noi un messaggio, affinché possiamo porre la giusta attenzione su una situazione, un’emozione o un sentimento che crea sofferenza alla nostra anima.

La risoluzione del disagio, così come la sua origine, inizia proprio dentro noi stessi. Nel problema stesso è nascosta la soluzione, poiché la corretta interpretazione del disturbo ci indicherà sia come è iniziato sia come potrà finire.

La presa di coscienza della vera causa, la sua elaborazione ed integrazione con la soluzione per noi più funzionale potranno dissolvere il nucleo del malessere, sia esso fisico che psicologico.

Il nostro punto debole si potrà trasformare così nel nostro punto di forza.

Non sarebbe meraviglioso iniziare ad interpretare i disturbi che ci affliggono, invece che come una condanna, come una preziosa opportunità di miglioramento e di realizzazione?

Naturopatia

ANIME SPECCHIO







ANIME SPECCHIO

Se tutto ciò che ti circonda fosse un riflesso di ciò che hai dentro te stesso?
Se tutte le persone che entrano nella tua vita, anche solo per un attimo, fossero attori che recitano un copione che sei tu stesso a scrivere,  seppur inconsciamente?


La vita potrebbe essere definita come un “Truman show” in cui il comportamento delle persone intorno a te e gli eventi che ti accadono sono la diretta conseguenza dei tuoi pensieri, delle tue paure, delle tue limitazioni.
Immagina di essere il protagonista di un gioco elettronico in cui tutto ciò che vivi è in funzione del tasto che hai premuto sulla consolle.
Ecco che dovrai superare delle prove per passare alla fase successiva. Se fallirai, ti verranno proposte di nuovo. Magari sotto altra forma, ma la richiesta sarà sempre la stessa, finché non imparerai la lezione e potrai passare oltre.
Tutto questo affinché tu possa apprendere gli insegnamenti di cui la tua Anima ha bisogno per evolvere.

In questa “messa in scena” gli attori non sono solamente rappresentati da Umani, ma molto spesso da Animali.
Sì, i nostri amati compagni di vita svolgono un ruolo determinante. Poiché sono esseri semplici e sinceri, senza maschere, riusciamo a costruire con loro un rapporto onesto, privo di costruzioni o barriere.

Si mettono quindi a nostra disposizione per farci da guide, o semplicemente da specchio. Molto spesso presentano carattere o comportamenti, ma anche situazioni di vita o malattie, molto simili a quelli dei loro umani.


Ecco che diventano una importante chiave di lettura e di ingresso per noi.

Sanare l’Animale significa anche sanare il suo umano. Ma si può dire anche il contrario: quando i nostri Animaletti hanno un problema,  analizzarci e metterci in discussione può fare la differenza.
Nel mio lavoro, sia di medico veterinario che di operatrice olistica, riscontro ogni giorno di più quanto sia fondamentale integrare, con le opportune conoscenze e modalità, la realtà umana con la realtà animale, per poter agire in maniera sinergica ed efficace per entrambi.


A proposito di Animali e di riflessi, mi torna in mente un’antica storia che si tramanda nella cultura indiana. Due cani entrarono in una casa e vi rimasero un po’ di tempo. Quando ne uscirono, uno dei due era felicissimo e scodinzolante, mentre l’altro era arrabbiatissimo e stremato dall’ira. Che cosa era successo loro? Perché così tanta differenza tra i due? Eppure erano stati nello stesso posto…

In realtà erano entrati in una casa piena di specchi. Chi vi entrava vedeva la copia di se stesso ovunque. Anche le sue emozioni e il suo stato d’animo venivano moltiplicati, quindi amplificati, sia in positivo che in negativo.


Lo stesso accade continuamente a tutti noi, nella quotidianità, al di fuori di quella casa. La vita, come quegli specchi, ci pone di fronte ciò che in realtà abbiamo dentro, che sia per nostra scelta o per il nostro vissuto.


E tu che visione hai del mondo e di ciò che ti circonda?
Che immagine pensi di dare al mondo?
Soprattutto, che immagine hai di te stesso?
Ora sei pronto a scrivere il miglior copione per la tua vita?

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BUONFORNO!!!

No, non è un errore di digitazione. Volevo proprio dire “buonforno”, viste le temperature che questi giorni mettono a dura prova sia noi che i nostri amati pelosetti!
Anzi, sicuramente è più pericoloso per loro che per noi. Ora vi spiego i motivi.

A prescindere dal fatto che per la maggior parte delle volte non possono decidere loro il posto dove stare, ci sono delle differenze anatomiche e fisiologiche che li espongono molto di più al colpo di calore rispetto all’uomo.
Innanzitutto sono dotati di ghiandole sudoripare solamente nei polpastrelli, per cui possono sudare solo in minima parte.  Il sudore rappresenta per il corpo una risposta importantissima al calore e possiamo dedurre tutti, senza essere esperti, che questa minutissima superficie corporea non può essere sufficiente a smaltire tutto il calore che si può accumulare in situazioni climatiche ostili. Quindi come riescono a disperderlo?
Attraverso la respirazione. Avrete visto tantissime volte un cane o un gatto accaldato respirare a bocca aperta.

COME RICONOSCERLO?

Inizialmente il respiro si fa molto frequente, poi affannoso e inizia a comparire ipersalivazione. Le gengive possono diventare chiare per riduzione della pressione, accompagnate a prostrazione e collasso. Possiamo però anche vedere segni di ipossia, cioè carenza di ossigeno: gengive e lingua più scure fino a diventare bluastre.
Nelle fasi estreme compaiono crisi convulsive e coma.
La situazione può essere fatale.

COSA FARE NEL CASO DI COLPO DI CALORE?

Innanzitutto è fondamentale trasferire l’Animale in luogo più fresco ed areato.
Bagnarlo con acqua fresca, soprattutto su testa, zampe e addome. Si raccomanda di usare acqua fresca e non troppo fredda per evitare complicazioni cardiocircolatorie!
Nel caso non si riuscisse a bagnarlo direttamente, si possono usare dei panni bagnati.
Massima attenzione nell’immergerlo direttamente in acqua sia per le complicazioni appena citate sia per rischio di annegamento in caso di stato di incoscienza. Evitare di far entrare acqua nella bocca, nelle narici e nelle orecchie.
Allertare il medico veterinario di fiducia o più vicino e portarlo quanto prima per la terapia di emergenza.

COME EVITARLO?

Vediamo ora come evitare questo spiacevole evento che potrebbe avere dei risvolti drammatici.
Ovvio che sarà necessario evitare l’esposizione diretta al sole e alle fonti di calore.

Evitare le uscite nelle ore più calde, soprattutto per soggetti anziani, cuccioli, razze brachicefale, con patologie respiratorie o cardiache.

Consideriamo anche che l’asfalto nelle ore più calde diventa rovente e può provocare vere e proprie ustioni ai polpastrelli. Sarà importante quindi testarne la temperatura e semmai decidere di rinviare la passeggiata in ore più fresche, oppure usare appositi stivaletti che proteggono i cuscinetti plantari.

Non lasciare mai l’animale in auto, anche se parcheggiata all’ombra.
Avere sempre a disposizione acqua fresca (non troppo fredda né tanto meno ghiacciata!)
Evitare sforzi ed esercizi eccessivi.

Le passeggiate, per quanto possibile, dovranno essere effettuate al mattino presto e alla sera tardi.

Nelle ore più torride lasciare il nostro amico in luoghi riparati e possibilmente al fresco. L’ideale sarebbe usare ventilatori o condizionatori ma orientando il flusso d’aria in modo indiretto e senza abbassare troppo la temperatura.  Questo provocherebbe uno sbalzo termico che potrebbe essere nocivo.
Un accorgimento utile potrebbe essere quello di chiudere persiane e tapparelle in modo da non far entrare calore in casa ed eventualmente anche porte interne per isolare i locali più caldi.

Tagliare il pelo aiuta fino ad un certo punto. Risulterà utile accorciarlo e sfoltirlo ma consideriamo sempre che rappresenta una barriera termica naturale per i nostri amici.

Per quanto riguarda il mangiare, prediligere cibi freschi e leggeri, ricordandoci di pulire sempre le ciotole a fine pasto.
Molto probabilmente i nostri amati preferiranno il cibo umido a quello secco e avranno più fame al mattino e alla sera piuttosto che in pieno giorno.

POSSIAMO FARE QUALCOSA ANCHE PER GLI ANIMALI SELVATICI?

Sicuramente sì. Possiamo offrire loro un riparo fresco e ombreggiato dove riposarsi in tranquillità e riprendersi dalla calura.
Trovare acqua fresca e pulita sarà rigenerante anche per loro.

Ultimo ma non meno importante, se trovate un Animale in difficoltà, non esitare a chiamare i professionisti di competenza, siano essi medici veterinari o forze dell’ordine, che possano metterlo in sicurezza e prestare le cure necessarie.

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Naturopatia

STRANI AMORI

“Strani amori mettono nei guai…” Quante volte abbiamo canticchiato più meno sentitamente le parole di questa famosa canzone! In realtà è proprio così: l’amore non è solo fatto di belle emozioni e felicità. Spesso e comunque ha il suo prezzo da pagare, e non solo per noi umani…

Dato che la festa degli innamorati sancisce l’inizio della stagione degli amori in tutto il mondo Anima-le, divertiamoci un po’a scoprire i rituali di riproduzione delle diverse specie, tra stupore, ammirazione e persino inquietudine…

Il macho infedele

Iniziamo con il bisonte che reincarna il prototipo del maschio che gonfia i muscoli per farsi notare dalle femminucce e dimostrarsi il migliore sulla piazza. Una volta sedotta la sua femmina, si riproduce con lei per poi… passare a un’altra!

Quanto ad onestà, il maschio di seppia non è da meno. Cambiando colore si simula una femmina, per potersi avvicinare di più alla sua prescelta e, quando meno se lo aspetta… sorpresa!

I guerrieri instancabili

Per costruire il loro harem cervi e stambecchi affrontano interminabili lotte, accompagnate da estenuanti bramiti, pur di dimostrare la loro virilità. Tante femmine, tanta fatica…

Mi piace se ti muovi!

E allora muovi, muovi, muovi! Alcune femmine danno l’ok al maschio solo se questo le convince più dei concorrenti delle proprie doti di ballerino. Li possiamo vedere impegnati in movimenti a volte sinuosi, a volte ritmici, a volte persino goffi. Parliamo in particolare del pavone, dello struzzo e dell’uccello fucile del paradiso.

I fenicotteri rosa addirittura si organizzano in parate. Anche in queste circostanze  l’unione fa la forza!

Voulez vous dancer avec moi?

Ci sono maschi che non amano gli assoli, come lo svasso e la gru, quindi attirano l’attenzione della femmina con una specie di danza e poi la esortano a seguire i loro movimenti. Solamente se lei accetta l’invito si apriranno le danze, che si possono anche alternare tra la terraferma e l’acqua. A suggellare l’impegno d’amore per lo svasso è previsto anche uno scambio floreale, rappresentato da alghe raccolte sul fondale.

Lo spericolato

Le aquile di mare testabianca balzano fuori dalla superficie del mare e si esibiscono in volteggi mozzafiato ad alcuni metri di altezza dalla superficie dell’acqua, per poi ripiombare sulle onde e inabissarsi nel blu. Veramente spettacolare!

Un diamante è per sempre

Anche se in realtà si tratta di una semplice pietra, il pinguino papua impiega molte ore a ricercarne una speciale lungo il bagnasciuga per la sua amata. Lei si concederà solo se apprezzerà il dono, che diventerà per lei come il tesoro più prezioso che possa esistere, tanto da conservarlo nel loro nido d’amore per tutta la vita.

Canterò per te

Esibizioni canore sono tipiche di molte specie, tra cui uccelli e rane.

Mentre i gibboni intonano sentiti motivetti che risuonano per lunghe distanze, i grilli, poverini, cantano fino allo sfinimento. A volte muoiono esausti prima di essere riusciti a riprodursi.

Equilibri precari

Come veri e propri acrobati, le libellule uniscono le loro appendici corporee a formare la figura di un cuore, sospese in questo delicato equilibrio per un tempo più o meno lungo. Scomodo, ma romantico!

La classe non è acqua

Il premio per l’eleganza e la galanteria va senz’altro al cavalluccio marino. Quando la coppia si è scelta, rimane intrecciata attraverso le code per parecchi minuti, a volte anche ore, lasciandosi trasportare dal movimento dell’acqua. Il maschio, cavaliere sotto tutti gli aspetti, si sobbarca anche il peso del pancione per tutta la durata dell’incubazione delle uova.

Non è tutto oro ciò che luccica

Lo sa bene l’ambiziosa femmina di uccello giardiniere, ma a lei va bene comunque. Infatti sceglie come suo compagno quello che ha costruito il nido più colorato e luccicante, usando fiori, bacche e oggetti recuperati nel circondario.

Suicidio d’amore

Il ragno pavone, inaspettatamente colorato e agile, si esibisce in coreografie dallo stile tribale. Tutto molto simpatico, se non fosse che, se non riesce a convincere la sua femmina, finirà per essere il suo pasto!

Ma almeno lui una chance ce l’ha. Il maschio di mantide religiosa no. La sua prescelta, durante o subito dopo l’accoppiamento, lo decapita e divora la sua testa per procurarsi le sostanze nutritive di cui ha bisogno per portare avanti la prole. Quando si dice “perdere la testa per una femmina”…

Non va meglio al fuco che, dopo aver fecondato l’ape regina accoppiandosi in un volo molto impegnativo, perde la vita… e non solo quella… La vedova ingrata si accoppierà poi con molti altri maschi per rendere il patrimonio genetico degli eredi il più vario possibile.

Con tante differenze, ma un denominatore comune anche alle specie meno evolute: baci, carezze, premure, doni, esibizioni e preparazione del nido permettono al maschio di dimostrare che può essere degno compagno per la propria femmina.

Sapendo ora a cosa è costretto e destinato il sesso forte in tante specie, cari maschietti umani, potete tirare un sospiro di sollievo e ritenervi davvero fortunati se ve la cavate con qualche cenetta romantica, qualche  dono (più o meno brillante!) o dei fiori per la vostra amata… 😉

In fondo, ALL WE NEED IS LOVE…

Naturopatia

Consigli last minute per Capodanno

Mancano ormai poche ore alla notte di San Silvestro e, come ogni anno, si ripresenta un importante problema per molti dei nostri amati Animali, molto spesso spaventati e a volte persino atterriti dai fuochi d’artificio o dai petardi.

Cosa possiamo fare per rendere questo un momento di festa per tutti, umani e non?

Ovviamente la soluzione ideale sarebbe quella di allontanare i nostri pelosetti dai luoghi che sappiamo già, o supponiamo, diventeranno teatro di tanto fragore.

Questo non solo nelle ore serali ma anche nelle pomeridiane. Quindi sarà utile anticipare le uscite del cane, almeno quelle più lunghe, al mattino o al primo pomeriggio, quando botti e petardi dovrebbero essere lanciati in minor misura. Tenere saldamente il guinzaglio potrà evitare eventuali fughe in caso di botti imprevisti.

Far indossare al vostro pet, almeno questi giorni critici, un collare (elastico per i gatti!) con medaglietta che indica un numero di telefono a cui poter chiamare nel caso qualcuno lo trovasse. Scrivere anche il nome dell’animale potrà aiutarlo poiché sentendosi in qualche modo riconosciuto da chi lo soccorrerà lo potrà almeno parzialmente tranquillizzare.

Sarà anche vantaggioso farli giocare, camminare o correre molto (ovviamente in base ad età e condizioni fisiche) in modo che la sera si sentiranno stanchi ed assonnati. Avremo più probabilità che crolleranno sfiniti a cuccia, indifferenti a ciò che succede intorno. Le attività all’aperto andranno tutte rigorosamente effettuate in ambiente controllato e delimitato.

Nel caso in cui non sia possibile allontanarli dal luogo in cui vivono, è consigliabile tenerli in casa, o almeno in un ambiente confinato in cui si sentiranno protetti e lontani dai pericoli. Evitare assolutamente di lasciarli all’aperto e soprattutto alla catena, poiché potrebbero ferirsi seriamente nel caso decidessero di darsi alla fuga. Un Animale in preda al panico può saltare recinzioni anche piuttosto alte, lanciarsi nel vuoto e/o scappare in strada con conseguenze disastrose. Ricordarsi quindi di chiudere qualsiasi eventuale uscita, compresa la gattaiola!

Per gli Animali che potremo tenere al chiuso con noi sarà molto importante far sentire la nostra presenza, poiché in quel momento più che mai diventeremo la loro figura di riferimento.

Possiamo usare diversi accorgimenti per attutire i rumori provenienti dall’esterno, chiudendo vetri e serrande o persiane. Accendere la TV o la radio o mettere una musica a cui l’Animale è abituato permetterà di confondere i rumori e associare quelli “preoccupanti” a quelli abituali. Potremmo distrarli anche con i loro giochi o passatempi preferiti.

Ma anche questo potrebbe non bastare.

Varie possono essere le reazioni in caso di paura o di panico. Alcuni soggetti chiederanno aiuto e conforto, ricercando la nostra attenzione e il contatto fisico con noi. Allora l’Animale andrà accolto, abbracciato e tranquillizzato. Alcuni esperti sono a favore delle carezze, altri no poiché sembrerebbe che in alcuni casi potrebbero peggiorare la situazione. Al di là di questa diatriba, sarà comunque fondamentale far loro capire che siamo lì a proteggerli e soprattutto non dovremo trasmettere loro la nostra eventuale agitazione o ansia.

Altri soggetti, invece, tenderanno a scappare. Ecco allora che dovremo assicurare il libero accesso ad un angolo della casa che magari proprio loro stessi avevano già eletto come rifugio, in cui si sentiranno protetti. Si potrà renderlo più gradevole posizionandoci la loro cuccia preferita, le loro ciotole e la loro lettiera igienica.

Molto utile risulta l’impiego di prodotti naturali a base di feromoni (sotto forma di collari o diffusori), integratori, fitoterapici, fiori di Bach o Australiani consigliati da un veterinario con adeguata formazione.

I casi più complessi potrebbero richiedere la somministrazione di veri e propri farmaci, rilasciati rigorosamente dietro prescrizione medica.

Ricordiamoci comunque che gli stati ansiosi, le paure e le fobie sono espressioni di alterazioni emozionali e/o fisiche che richiedono opportuna valutazione di un medico specialista, il quale sceglierà caso per caso                                              il percorso terapeutico e/o riabilitativo migliore per il vostro speciale amico. Ovviamente si tratta di un lavoro più complesso che va programmato con dovuto anticipo.

Detto questo, vi lascio con i miei migliori auguri per un Capodanno felice per tutti, ma proprio TUTTI!!!

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Considerazioni su M 49

L’esperienza della quarantena dovrebbe aver lasciato all’uomo, tra i tanti insegnamenti, soprattutto uno: il valore della libertà.

Dovrebbe avergli dato modo di capire che, come è fondamentale per lui essere libero dovrebbe esserlo anche per le altre specie viventi.

Eppure, purtroppo, così non è!

Appena superato l’apice dell’emergenza per la pandemia torna subito a dare la caccia ad un povero esemplare di orso bruno che non ha alcuna colpa se non quella di vivere secondo natura nel suo habitat. Territorio in cui, sottolineo, è stato trasferito in tempi recentissimi proprio dall’uomo.

Che male poteva fare questa povera creatura?

Che diritto ha l’uomo di poter decidere per altre specie animali?

Perché ciò che è fondamentale per noi non lo dovrebbe essere anche per gli altri?

Come può recludere un essere vivente in un contesto che assolutamente non ha le caratteristiche idonee a garantirgli le condizioni di benessere?

Quanto è grande l’arroganza umana?

In questo periodo non sono state abbastanza numerose le dimostrazioni che il mondo andrebbe avanti molto meglio senza l’essere umano?

E poi lo abbiamo nominato M49 come se fosse un oggetto.. qualsiasi… quasi un nuovo modello di telefonino.

Profondo ribrezzo  e sincera vergogna nei confronti di questo essere “umano”…

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Vicini seppur lontani…

Cosa accadrà ai nostri amati Animali domestici con il ritorno alla normalità nelle prossime settimane?

In questi lunghi mesi di clausura chi hanno accompagnato in ogni momento della giornata nelle nostre azioni quotidiane.

Sono stati accucciati tra le nostre braccia mentre lavoravamo o ingannavamo il tempo al computer, a volte, nel caso dei gatti, addirittura passeggiando sulla tastiera con dei defilé degni di una supermodella e, ahimé, facendoci scrivere cose assurde!

Sono rimasti al nostro fianco per ore ed ore mentre oziavamo sul divano. Se poi provavamo a leggere un libro cercavano ogni metodo di dissuasione sdraiandosi o strofinandosi su ogni pagina. Non parliamo dei tentativi di scrittura che finivano inesorabilmente  nel dar vita a veri e propri geroglifici!

Hanno atteso con infinita pazienza per interminabili minuti ed ore in cucina, aspettando che cadesse anche solo una briciola di cibo mentre ci cimentavamo in esperimenti culinari mai azzardati prima. E come hanno incoraggiato lo chef che è in noi apprezzando anche i risultati più discutibili!

Ebbene sì, nella maggior parte dei casi, escludendo la sofferenza per la limitazione delle uscite, hanno vissuto abbastanza bene questa convivenza forzata.

Probabilmente un po’ più sofferenti sono stati i mici, che si sono trovati a sopportare la nostra continua ed invadente presenza anche in quegli spazi di cui si erano autoappropriati con totale mancanza di democrazia. Beh, lo sappiamo  che loro sono le star della casa…

Dobbiamo veramente ringraziarli tutti per esserci stati così vicini ed averci allietato un periodo così difficile e per molti monotono.

Proprio per tutto questo che hanno fatto (e che fanno regolarmente anche se non ce ne accorgiamo nemmeno) abbiamo il dovere di soffermarci a pensare cosa accadrà in loro quando ricominceremo ad uscire e riprenderemo più o meno regolarmente i nostri ritmi.

Sicuramente qualche gatto ringrazierà, riconquistando il monopolio degli spazi di cui potrà tornare a godere individualmente, senza interferenze umane o sovraffollamento da parte dei suoi simili.

Ma gli altri come reagiranno alla nostra assenza?

Possiamo aspettarci che dimostrino disagi psicologici, rimanendo ad aspettare per lunghissime ore dietro i vetri di una finestra o dietro la porta di ingresso il nostro ritorno, o scaricando la loro ansia con quei comportamenti distruttivi che comunemente vengono definiti “dispetti” (ma che in realtà dispetti non sono!) o con comportamenti ripetuti non funzionali (disturbi ossessivi compulsivi, ben conosciuti in psicologia umana).

Per non parlare dei disturbi fisici che ne possono derivare, anche nei casi in cui apparentemente il nostro pet sembra comportarsi normalmente.

I soggetti più esposti a questi rischi saranno quelli appartenenti per vari motivi alle categorie più sensibili, come i cuccioli, gli anziani, quelli affetti da altre patologie o che avevano già dimostrato in passato dei disturbi del comportamento.

Vi invito caldamente ad osservare il vostro Animale e a non sottovalutare questi campanelli di allarme perché si potrebbero trovare a soffrire per le stesse angoscianti emozioni che abbiamo provato noi stessi quando siamo stati allontanati dai nostri cari e dalle nostre abitudini.

A loro purtroppo non possiamo spiegare la situazione, che usciamo per lavorare e poi ritorneremo per stare con loro, che non li abbandoneremo, che non si tratta di un addio ma di un “A stasera”. E’ già stato difficile per noi comprendere e tanto più accettare, figuriamoci per loro…

Cerchiamo quindi di metterci dalla loro parte e immaginare quanto devastanti potrebbero essere queste variazioni di routine per loro inspiegabili.

Dobbiamo restituire loro la propria serenità indipendentemente dalla nostra presenza fisica. Ritornare alle vecchie abitudini potrebbe non essere affatto facile e potrebbero non bastare le nostre migliori intenzioni.

Potrebbe essere indispensabile l’aiuto di un professionista.

In caso di necessità o di minimo dubbio, non perdete tempo rischiando di amplificare pericolosamente il disagio, ma fate riferimento al vostro medico veterinario di fiducia che, se riterrà opportuno, rinvierà il caso ad uno specialista.

Facciamo sì che anche loro possano imparare la lezione che a noi è costata tanta fatica in queste settimane: sentirci vicini seppur lontani…