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BUONFORNO!!!

No, non è un errore di digitazione. Volevo proprio dire “buonforno”, viste le temperature che questi giorni mettono a dura prova sia noi che i nostri amati pelosetti!
Anzi, sicuramente è più pericoloso per loro che per noi. Ora vi spiego i motivi.

A prescindere dal fatto che per la maggior parte delle volte non possono decidere loro il posto dove stare, ci sono delle differenze anatomiche e fisiologiche che li espongono molto di più al colpo di calore rispetto all’uomo.
Innanzitutto sono dotati di ghiandole sudoripare solamente nei polpastrelli, per cui possono sudare solo in minima parte.  Il sudore rappresenta per il corpo una risposta importantissima al calore e possiamo dedurre tutti, senza essere esperti, che questa minutissima superficie corporea non può essere sufficiente a smaltire tutto il calore che si può accumulare in situazioni climatiche ostili. Quindi come riescono a disperderlo?
Attraverso la respirazione. Avrete visto tantissime volte un cane o un gatto accaldato respirare a bocca aperta.

COME RICONOSCERLO?

Inizialmente il respiro si fa molto frequente, poi affannoso e inizia a comparire ipersalivazione. Le gengive possono diventare chiare per riduzione della pressione, accompagnate a prostrazione e collasso. Possiamo però anche vedere segni di ipossia, cioè carenza di ossigeno: gengive e lingua più scure fino a diventare bluastre.
Nelle fasi estreme compaiono crisi convulsive e coma.
La situazione può essere fatale.

COSA FARE NEL CASO DI COLPO DI CALORE?

Innanzitutto è fondamentale trasferire l’Animale in luogo più fresco ed areato.
Bagnarlo con acqua fresca, soprattutto su testa, zampe e addome. Si raccomanda di usare acqua fresca e non troppo fredda per evitare complicazioni cardiocircolatorie!
Nel caso non si riuscisse a bagnarlo direttamente, si possono usare dei panni bagnati.
Massima attenzione nell’immergerlo direttamente in acqua sia per le complicazioni appena citate sia per rischio di annegamento in caso di stato di incoscienza. Evitare di far entrare acqua nella bocca, nelle narici e nelle orecchie.
Allertare il medico veterinario di fiducia o più vicino e portarlo quanto prima per la terapia di emergenza.

COME EVITARLO?

Vediamo ora come evitare questo spiacevole evento che potrebbe avere dei risvolti drammatici.
Ovvio che sarà necessario evitare l’esposizione diretta al sole e alle fonti di calore.

Evitare le uscite nelle ore più calde, soprattutto per soggetti anziani, cuccioli, razze brachicefale, con patologie respiratorie o cardiache.

Consideriamo anche che l’asfalto nelle ore più calde diventa rovente e può provocare vere e proprie ustioni ai polpastrelli. Sarà importante quindi testarne la temperatura e semmai decidere di rinviare la passeggiata in ore più fresche, oppure usare appositi stivaletti che proteggono i cuscinetti plantari.

Non lasciare mai l’animale in auto, anche se parcheggiata all’ombra.
Avere sempre a disposizione acqua fresca (non troppo fredda né tanto meno ghiacciata!)
Evitare sforzi ed esercizi eccessivi.

Le passeggiate, per quanto possibile, dovranno essere effettuate al mattino presto e alla sera tardi.

Nelle ore più torride lasciare il nostro amico in luoghi riparati e possibilmente al fresco. L’ideale sarebbe usare ventilatori o condizionatori ma orientando il flusso d’aria in modo indiretto e senza abbassare troppo la temperatura.  Questo provocherebbe uno sbalzo termico che potrebbe essere nocivo.
Un accorgimento utile potrebbe essere quello di chiudere persiane e tapparelle in modo da non far entrare calore in casa ed eventualmente anche porte interne per isolare i locali più caldi.

Tagliare il pelo aiuta fino ad un certo punto. Risulterà utile accorciarlo e sfoltirlo ma consideriamo sempre che rappresenta una barriera termica naturale per i nostri amici.

Per quanto riguarda il mangiare, prediligere cibi freschi e leggeri, ricordandoci di pulire sempre le ciotole a fine pasto.
Molto probabilmente i nostri amati preferiranno il cibo umido a quello secco e avranno più fame al mattino e alla sera piuttosto che in pieno giorno.

POSSIAMO FARE QUALCOSA ANCHE PER GLI ANIMALI SELVATICI?

Sicuramente sì. Possiamo offrire loro un riparo fresco e ombreggiato dove riposarsi in tranquillità e riprendersi dalla calura.
Trovare acqua fresca e pulita sarà rigenerante anche per loro.

Ultimo ma non meno importante, se trovate un Animale in difficoltà, non esitare a chiamare i professionisti di competenza, siano essi medici veterinari o forze dell’ordine, che possano metterlo in sicurezza e prestare le cure necessarie.

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Considerazioni su M 49

L’esperienza della quarantena dovrebbe aver lasciato all’uomo, tra i tanti insegnamenti, soprattutto uno: il valore della libertà.

Dovrebbe avergli dato modo di capire che, come è fondamentale per lui essere libero dovrebbe esserlo anche per le altre specie viventi.

Eppure, purtroppo, così non è!

Appena superato l’apice dell’emergenza per la pandemia torna subito a dare la caccia ad un povero esemplare di orso bruno che non ha alcuna colpa se non quella di vivere secondo natura nel suo habitat. Territorio in cui, sottolineo, è stato trasferito in tempi recentissimi proprio dall’uomo.

Che male poteva fare questa povera creatura?

Che diritto ha l’uomo di poter decidere per altre specie animali?

Perché ciò che è fondamentale per noi non lo dovrebbe essere anche per gli altri?

Come può recludere un essere vivente in un contesto che assolutamente non ha le caratteristiche idonee a garantirgli le condizioni di benessere?

Quanto è grande l’arroganza umana?

In questo periodo non sono state abbastanza numerose le dimostrazioni che il mondo andrebbe avanti molto meglio senza l’essere umano?

E poi lo abbiamo nominato M49 come se fosse un oggetto.. qualsiasi… quasi un nuovo modello di telefonino.

Profondo ribrezzo  e sincera vergogna nei confronti di questo essere “umano”…

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Vicini seppur lontani…

Cosa accadrà ai nostri amati Animali domestici con il ritorno alla normalità nelle prossime settimane?

In questi lunghi mesi di clausura chi hanno accompagnato in ogni momento della giornata nelle nostre azioni quotidiane.

Sono stati accucciati tra le nostre braccia mentre lavoravamo o ingannavamo il tempo al computer, a volte, nel caso dei gatti, addirittura passeggiando sulla tastiera con dei defilé degni di una supermodella e, ahimé, facendoci scrivere cose assurde!

Sono rimasti al nostro fianco per ore ed ore mentre oziavamo sul divano. Se poi provavamo a leggere un libro cercavano ogni metodo di dissuasione sdraiandosi o strofinandosi su ogni pagina. Non parliamo dei tentativi di scrittura che finivano inesorabilmente  nel dar vita a veri e propri geroglifici!

Hanno atteso con infinita pazienza per interminabili minuti ed ore in cucina, aspettando che cadesse anche solo una briciola di cibo mentre ci cimentavamo in esperimenti culinari mai azzardati prima. E come hanno incoraggiato lo chef che è in noi apprezzando anche i risultati più discutibili!

Ebbene sì, nella maggior parte dei casi, escludendo la sofferenza per la limitazione delle uscite, hanno vissuto abbastanza bene questa convivenza forzata.

Probabilmente un po’ più sofferenti sono stati i mici, che si sono trovati a sopportare la nostra continua ed invadente presenza anche in quegli spazi di cui si erano autoappropriati con totale mancanza di democrazia. Beh, lo sappiamo  che loro sono le star della casa…

Dobbiamo veramente ringraziarli tutti per esserci stati così vicini ed averci allietato un periodo così difficile e per molti monotono.

Proprio per tutto questo che hanno fatto (e che fanno regolarmente anche se non ce ne accorgiamo nemmeno) abbiamo il dovere di soffermarci a pensare cosa accadrà in loro quando ricominceremo ad uscire e riprenderemo più o meno regolarmente i nostri ritmi.

Sicuramente qualche gatto ringrazierà, riconquistando il monopolio degli spazi di cui potrà tornare a godere individualmente, senza interferenze umane o sovraffollamento da parte dei suoi simili.

Ma gli altri come reagiranno alla nostra assenza?

Possiamo aspettarci che dimostrino disagi psicologici, rimanendo ad aspettare per lunghissime ore dietro i vetri di una finestra o dietro la porta di ingresso il nostro ritorno, o scaricando la loro ansia con quei comportamenti distruttivi che comunemente vengono definiti “dispetti” (ma che in realtà dispetti non sono!) o con comportamenti ripetuti non funzionali (disturbi ossessivi compulsivi, ben conosciuti in psicologia umana).

Per non parlare dei disturbi fisici che ne possono derivare, anche nei casi in cui apparentemente il nostro pet sembra comportarsi normalmente.

I soggetti più esposti a questi rischi saranno quelli appartenenti per vari motivi alle categorie più sensibili, come i cuccioli, gli anziani, quelli affetti da altre patologie o che avevano già dimostrato in passato dei disturbi del comportamento.

Vi invito caldamente ad osservare il vostro Animale e a non sottovalutare questi campanelli di allarme perché si potrebbero trovare a soffrire per le stesse angoscianti emozioni che abbiamo provato noi stessi quando siamo stati allontanati dai nostri cari e dalle nostre abitudini.

A loro purtroppo non possiamo spiegare la situazione, che usciamo per lavorare e poi ritorneremo per stare con loro, che non li abbandoneremo, che non si tratta di un addio ma di un “A stasera”. E’ già stato difficile per noi comprendere e tanto più accettare, figuriamoci per loro…

Cerchiamo quindi di metterci dalla loro parte e immaginare quanto devastanti potrebbero essere queste variazioni di routine per loro inspiegabili.

Dobbiamo restituire loro la propria serenità indipendentemente dalla nostra presenza fisica. Ritornare alle vecchie abitudini potrebbe non essere affatto facile e potrebbero non bastare le nostre migliori intenzioni.

Potrebbe essere indispensabile l’aiuto di un professionista.

In caso di necessità o di minimo dubbio, non perdete tempo rischiando di amplificare pericolosamente il disagio, ma fate riferimento al vostro medico veterinario di fiducia che, se riterrà opportuno, rinvierà il caso ad uno specialista.

Facciamo sì che anche loro possano imparare la lezione che a noi è costata tanta fatica in queste settimane: sentirci vicini seppur lontani…